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CIELO, Incontri Internazionli d'Arte contemporaneo, Palazzo Taverna, Roma 2008-2010

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Sabato 17 maggio 2008, alle ore 12, gli Incontri Internazionali d'Arte presentano, per il settimo appuntamento della serie Cielo, un’opera di Jost Wischnewski.

Avviato nel 2001, “Cielo” è il ciclo degli interventi che si succedono sul soffitto della Biblioteca degli Incontri Internazionali d’Arte, nella sede storica dell’Associazione a Palazzo Taverna. Dopo Time Space III dell’artista taiwanese Mali Wu, Senza titolo di Maurizio Cannava-cciuolo, Signore e signori… di Giulio Paolini, Né in cielo, né in terra di Andrea Aquilanti, RidonDanza Rondini di Luigi Ontani, Speriamo Senza Titolo di Enzo Cucchi, si inaugura ora l’installazione site specific di Jost Wischnewski.

“Partendo dal centro di Roma, ho dipinto sulla volta del soffitto della biblioteca una croce con i bracci orientati verso i quattro punti cardinali. Le punte dell’asse della croce puntano esattamente ai poli. Mediante una contrazione prospettica della rappresentazione, nasce un piano d’osservazione che, attraverso la penetrazione ottica nella volta del soffitto, simula movimento e velocità.

La croce cardinale sospesa si riferisce alle strade commerciali e politiche che da Roma partivano in tutte le direzioni, i nomi delle arterie ancora oggi più importanti che conducono verso il centro (le strade consolari) sono dipinte sulle pareti dei piccoli archi delle volte del soffitto. Sono ordinate a partire da una direzione (nord/Flaminia) in senso orario. Le scritte, leggibili al contrario come in uno specchio, circondano lo spazio così come le mura o il moderno anello autostradale, il G.R.A., circondano la città. Attraverso questa barriera, la rappresentazione centrale della croce che determina la volta del soffitto si dissolve e si trasforma in un piano o in una direzione senza chiara definizione”.


 

Con queste parole Jost Wischnewski descrive l’installazione realizzata per il soffitto della biblioteca, che nell’opera diventa il cuore di Roma, centro ideale da cui si dipartono tutte le strade: Flaminia, Salaria, Nomentana, Tiburtina, Casilina, Appia Antica, Tuscolana… Questo centro prospettico è simultaneamente il punto di partenza e il punto di ritorno dell’immaginazione dello spettatore, è un segno che rimanda ad un’esatta rilevazione geografica, in cui il dipinto sulle pareti è orientato precisamente secondo la bussola. Contemporaneamente è una metafora che rimanda a diversi possibili significati e immagini legate alla spazio-temporalità e la sua percezione soggettiva, all’idea di movimento e velocità. Wischnewski opera un doppio rovesciamento: dal basso verso l’alto, dalla strada verso il cielo, e dall’interno verso l’esterno, il movimento dello spettatore che dal centro raccolto e silenzioso della biblioteca si proietta verso la città, orientato dalle direzioni della croce, intento a percorrerne idealmente le antiche strade.

La musica del compositore tedesco Christoph Korn, parte integrante dell’installazione, è riprodotta durante l’inaugurazione e accom-pagna la proiezione del video Motoroma (DVD, 105', 2003).

 

Graziella Lonardi Buontempo, Incontri Internazionali d' Arte, Roma, 2008